Il liberismo globale selvaggio dopo il TTIP punta al TISA

Liberismo selvaggio? L’accordo su cui puntare l’attenzione. Il parere degli esperti.
NEWS_232420Tisa: liberalizzazione selvaggia dei servizi. 
Lo chiamano l’accordo sul “liberismo selvaggio”, anche peggio del Ttip. Questo trattato ha un nome e un cognome: TISA ( Trade in Services Agreement). Se il Trattato transatlantico tra Usa e Europa è considerato da molti pericoloso e da tenere sotto osservazione, il TISA non è da meno, anzi c’è chi lo definisce “un mostro ancora peggiore”. Sul sito dell’Unione si trovano informazioni sommarie, «è un accordo commerciale che viene attualmente negoziato tra 23 membri dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC). Si prefigge di favorire l’apertura dei mercati e migliorare le norme in settori quali la concessione delle licenze, i servizi finanziari, le telecomunicazioni, il commercio elettronico, il trasporto marittimo e il trasferimento temporaneo di lavoratori all’estero ai fini della prestazione dei servizi». I Paesi che stanno negoziando sono: Australia, Canada, Cile, Taipei cinese, Colombia, Costa Rica, UE, Hong Kong (Cina), Islanda, Israele, Giappone, Corea, Liechtenstein, Messico, Nuova Zelanda, Norvegia, Pakistan, Panama, Paraguay, Perù, Svizzera, Turchia e Stati Uniti. L’UE non ha accordi di libero scambio sui servizi con Taipei cinese, Israele, Pakistan e Turchia. 

Le riunioni si svolgono a Ginevra e sono presiedute a turno dall’UE, l’Australia e gli USA. I colloqui e il processo decisionale si svolgono su base consensuale. E quando sarebbe iniziato? Sempre sul sito dell’Unione si legge che «i colloqui sono iniziati ufficialmente nel marzo 2013. Nel settembre dello stesso anno i partecipanti hanno concordato un testo di base. Entro la fine del 2013 la maggior parte dei partecipanti aveva indicato i mercati dei servizi che essi erano disposti ad aprire e in quale misura.Entro la fine del 2014 avranno avuto luogo dieci cicli di negoziati. Le riunioni si terranno a settembre/ottobre e dicembre. I negoziati procedono in maniera soddisfacente. Non è stato fissato alcun termine per la loro conclusione».
Negoziare un accordo sullo scambio di servizi vuol dire discutere di un mare magnum di possibilità e soprattutto può significare tutto o niente, si va dal commercio elettronico alle telecomunicazioni alla finanza e ai trasporti. Altro piccolo particolare non trascurabile è la poca (o quasi assente) trasparenza. Le uniche informazioni di prima mano sui testi del trattato in corso di negoziazione provengono dalle fughe di documenti (leaks) pubblicate dall’organizzazione di Julian Assange, che per prima, un anno fa, rivelò la natura delle trattative in corso rilasciando nel pubblico dominio il capitolo del Tisa che riguardava la finanza (fonte: L’Espresso).

Come riporta lindro.it “Il Tisa è un oggetto nascosto, anche nell’ambito dei sindacati e di tutte le associazioni che si muovono per scoprire questi accordi, è sicuramente il meno conosciuto. Le notizie che si hanno sono ricavate da documenti segreti pubblicati di volta in volta, da notizie che l’Unione dà, e da qualche studio prodotto. Non c’è molto altro. E’ un accordo commerciale sui generis. Un gruppo di Paesi (“Good Friends of Services”), alcuni dei quali non era riuscita ad ottenere risultati all’interno dell’Organizzazione Mondiale del Commercio e GATS, vogliono proseguire su questa strada pur non avendo avuto risultati nell’ambito delle Istituzioni Internazionali, hanno iniziato per conto proprio a discutere di come liberalizzare e mettere sul mercato i servizi pubblici e privati”. Questo è l’incipit, poco rassicurante, di Enzo Bernardo, Responsabile Politiche Internazionali dell’ Ufficio internazionale CGIL.

tisa“Sia il Ttip che il Tisa sono trattati ultra segreti per rendere ancora più schiavi i popoli europei. Schiavi delle banche e delle multinazionali. Una liberalizzazione selvaggia peggio del Far west. Il Tisa e il Ttip sono entrambi figli della stessa ideologia: popoli scambiati come merci, consumatori scambiati come nella tratta degli schiavi. Il Tisa, in particolare, propone un accordo sullo scambio di tutti i servizi bancari, assicurazioni, dati personali etc. Non dimentichiamo che gli Usa, vent’anni fa, tramite un sistema che si chiamava ECHELON, spiava tutta l’Europa. Adesso, con questo Trattato, si intromettono nella vita delle persone, osservano le abitudini, e su questo costruiscono banche dati per affibbiare prodotti assicurativi o finanziari a larghe masse. Espropriare ogni diritto e dignità umana”. Elio Lannuti, presidente ADUSBEF, è ancora più severo sulla natura di questo accordo. 

Per capire meglio, questi Paesi, tra cui l’Unione Europea, “stanno cercando di trovare un accordo – continua Bernardo – Sul Tisa la trasparenza è difficile da ottenere. La Commissione (europea), da parte sua aveva dichiarato che avrebbe dato maggiori informazioni, le modalità con cui si svolge la trattativa sono di per sé segrete. In questo caso specifico stiamo parlando di un gruppo di Paesi che sta portando avanti la trattativa, e fa della segretezza un elemento fondamentale. Come esempio potremmo citare la famosa battaglia sulla direttiva Bolkestein, anche se era all’interno di un organismo europeo, aveva come idea quella di liberalizzare il mondo dei servizi all’interno della Ue, e suscitò manifestazioni e non”. Un tentativo generalizzato di mettere il mondo dei servizi pubblici e privati a disposizione delle corporation e dei grandi gruppi privati. Decidere le modalità di introdurre questi servizi nel mercato globale. Ma non dimentichiamo che molti servizi sono erogati dallo Stato. Questo è il nodo cruciale. Monopolio dei servizi da parte delle corporation? “Vengono trattate delle condizioni che sono inaccettabili, soprattutto per noi, soprattutto per l’Italia – ci spiega Elio Zannuti – Non ci sono più gli statisti ma affaristi travestiti, speculatori, cleptocrati che vogliono continuare a rubare il futuro alle giovani generazioni. Noi come associazione siamo molto attenti a questi accordi che vengono fatti sulla pelle dei popoli”. 

Quali settori sarebbero più appetibili di altri? “Uno degli argomenti di cui si sta parlando , proprio in relazione al Tisa, è la Sanità all’interno delle liberalizzazioni. L’interesse è di grande multinazionali francesi, tedesche, americane e non solo. Ci sono interessi trasversali. Fondamentalmente c’è l’interesse di aprire settori che, ancora oggi in alcuni paesi, in particolare nell’Unione Europea, sono regolati e forniti dal pubblico. Qui parliamo di un interesse puramente commerciale. Trasforma i beni pubblici in interessi commerciali. Non c’è nessun interesse al fattore collettivo. Oltretutto non si può modificare la scelta di un determinato servizio. Il Tisa vuole definire una volta per tutte la lista dei servizi. Gli accordi commerciali sono immutabili, basta vedere la storia dell’umanità. Dobbiamo pensare che chi fa la lista sia capace,non sia corrotto. Il Tisa funzione in questo modo: se io escludo un settore da questa lista devo cederne un’altro”. Siamo parlando di un “do ut des” estremamente pericoloso, come se si stesse giocando a Risiko, soltanto che la posta in ballo sono i servizi di cui ne usufruiscono i cittadini (di tutti i 23 Paesi).
Sembra quasi che stiano muovendo le sorti del nostro futuro come i burattini in un teatro, solo che lo spettacolo è meno divertente. Fotografare la realtà e renderla immutabile tramite un accordo commerciale. Ma è possibile farlo in un momento storico un cui di definito ed immutabile non c’è assolutamente nulla?

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