Sparito boss Senese della Banda della Magliana

Sparito. Tecnicamente: irreperibile. Gli dovevano notificare la fissazione di un’udienza presso il tribunale di prevenzione, che avrebbe dovuto decidere sulla sua “pericolosità” e dunque sull’esigenza di una nuova misura cautelare nei suoi confronti ma Michele Senese detto ‘O Pazzo’, sanguinario camorrista di Afragola trapiantato a Roma, alleato storico della Banda della Magliana e divenuto negli anni un monopolista del traffico di droga non si fa trovare nella sua villa a Morena da giorni. Lì risulta abitare da uomo libero, nonostante i pesanti precedenti penali e una condanna in II° grado a 8 anni per traffico internazionale di stupefacenti: il 23 gennaio scorso sono infatti scaduti i termini della custodia cautelare per questo pezzo da novanta della malavita organizzata romana, uno che faceva il killer in trasferta ai tempi della guerra tra Cutoliani e la Nuova Famiglia.

Senese è sempre riuscito a uscire dal carcere facendosi passare per pazzo. Da qui il soprannome. E la storia si sarebbe ripetuta all’indomani dell’ultimo, ennesimo, arresto, se non fosse intervenuto il verdetto della Cassazione, che ai primi di gennaio ha confermato quanto deciso dal Riesame su ricorso della Procura Generale: smascherato grazie a un’intercettazione in cui si vantava di essere riuscito come sempre a farsi beffa dei giudici, Michele Senese, sottoposto a perizia, è stato riconosciuto “capace di intendere e di volere” dalla Suprema Corte.

Il boss si trovava, quando è arrivata quella sentenza, ai domiciliari in una clinica romana che avrebbe in futuro fatto molto parlare di sé: la Sant’Alessandro, situata in via Nomentana n.1362, che due settimane fa la polizia ha scoperto essere il quartier generale di una gang composta proprio dal proprietario della casa di cura, dal legale di fiducia dello stesso Senese, Marco Cavaliere, e da un gruppetto di medici compiacenti, accusati di aver confezionato, in cambio di denaro e con l’intermediazione dell’avvocato, perizie psichiatriche ad hoc per fare uscire di galera e ricoverare in clinica narcotrafficanti e assassini.

Non è la prima volta che Senese si rende uccel di bosco. Nel 2003, ad esempio, se la squagliò dall’ospedale giudiziario di Montelupo Fiorentino, approfittando di una licenza. Sul perché si sia volatilizzato di nuovo e proprio ora, è quello che si stanno chiedendo gli investigatori.

Di regola, non avrebbe dovuto essere a conoscenza dell’imminente notifica da parte del tribunale di prevenzione. Per questo si pensa che la sparizione sia collegata al timore da parte del boss di vedersi piombare addosso qualche grosso guaio giudiziario per quello che stanno raccontando ai magistrati i colletti arrestati due settimane fa.

http://www.corriere.it/inchieste/reportime/societa/boss-sparisce-clinica-romana/5e65dbf0-829f-11e2-b4b6-da1dd6a709fc.shtml

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