Stuxnet: per Usa boomerang in versione cibernetica

Il distruttivo virus creato per sabotare gli impianti nucleari iraniani potrebbe ritorcersi contro i suoi ideatori. Gli Stati Uniti rivelano i loro timori di fronte ad una guerra parallela.

Americani tremate: Stuxnet è tornato. Ormai tutti sanno che quel virus, mandato per danneggiare le centrifughe della base nucleare iraniana di Natanz, era proprio progettato da Usa e Israele.

Ora sembra tutto al contrario: gli Stati Uniti, per bocca dell’ex capo della Commissione dei Servizi Segreti Michael Hayden, fanno trapelare le loro insicurezze. “Soffriremo un catastrofico attacco cibernetico,” Hayden afferma durante una puntata di ’60 Minutes’ andata in onda su CBS News. “L’orologio sta scoccando gli ultimi rintocchi.”

La paranoia è di casa tra statunitensi e israeliani. Entrambi sono quanto mai abili nel calarsi nei panni delle impaurite vittime di fantasiose teorie cospiratorie e il mondo è lì pronto ad ascoltarli in docile silenzio.

A conferma dello stato confusionale in cui gravita l’orbita statunitense, Hayden afferma che, “Questa (di Stuxnet) è stata una buona idea, ok? Ma devo ammettere che è stata anche una grande idea. Il resto del mondo ci osserva e pensa, ‘Chiaramente qualcuno ha legittimato questo tipo di attività come accettabile a livello internazionale.’ L’intero mondo è lì che ci guarda.”

Se è impossibile stabilire la veridicità di certi proclami, come quello già citato di Hayden o quello pronunciato dal Segretario della Difesa Leon Panetta che si spinge fino a ipotizzare una novella Pearl Harbour in versione cibernetica, un fondo di verità potrebbe celarsi dietro il timore che la macchina innescata si ritorca contro gli stessi artefici. Non è da escludere infatti la possibilità che l’attacco alle centrifughe iraniane dia legittimità ad una nuova forma di guerra industriale con gli Stati Uniti come primo bersaglio.

Il virus Stuxnet è il primo esempio di come un attacco cibernetico possa causare danni fisici irreversibili a strutture industriali. In virtù delle considerazioni di tipo tecnico menzionate, le autorità statunitensi, sotto l’occhio del mirino per il peso globale che ricoprono e le politiche non sempre irreprensibili che adottano, temono che Stuxnet possa essere manipolato dal ‘nemico esterno’ per colpire le risorge energetiche, acquifere o nucleari nazionali.

Questo e’ vero: senza una strategia ben articolata per combatterlo, Stuxnet potrebbe rivelarsi non meno pericoloso dello spauracchio terroristico seguito agli attacchi del tristemente noto 11 settembre con ripercussioni ancora ad oggi.

Fonte: Nena News.

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