L’ambasciatore della Bielorussia replica a un articolo di Limesonline

Gentile Direttore, Le scrivo in merito all’articolo “Torna a casa, Minsk”, recante firma di Cecilia Tosi, apparso da poco sul sito della Sua autorevole rivista. Come lettore abituale di Limes sono veramente rammaricato di dover constatare che la pubblicazione in oggetto rappresenta, forse, uno dei punti più bassi in assoluto tra quello che oggigiorno si scrive in Italia sulle tematiche riguardanti la Repubblica di Belarus. Quest’articolo è talmente pieno di palesi bugie e mezze-menzogne da lasciare il lettore in dubbio circa la serietà del periodico che favorisce un apparire gratuito, o forse non troppo, di simili libelli.  Partirei dal tema col quale l’autrice dell’articolo ha gravemente offeso i miei concittadini, definiti, in sostanza, “alcolisti” ai quali lo Stato “sequestra” bambini per farli “deperire” negli orfanotrofi. Voglio ricordare, a questo proposito, che 25 anni dopo Chernobyl siamo stati noi, la Repubblica di Belarus, ad accogliere i bambini giapponesi di Fukushima presso i nostri centri specializzati di riabilitazione. Noi che abbiamo per decenni investito, talvolta anche da soli, nella creazione delle infrastrutture mediche all’avanguardia che ci avrebbero consentito di affrontare il disastro di Chernobyl. Noi che come ogni paese europeo continuiamo a portar avanti, sostanzialmente a nostre spese, la lotta quotidiana contro ogni disagio sociale, compresi alcolismo e tossicodipendenza. Come fa, immagino, anche l’Italia che non lascia in pericolo i bambini i cui genitori non sono più in grado di adempiere ai loro obblighi. Eppure, secondo Tosi, far “deperire” vuol dire garantire a ogni bambino bielorusso senza famiglia una formazione professionale gratuita, ingresso facilitato all’Università e persino il primo posto di lavoro e il primo appartamento gratis, come fa lo Stato bielorusso? Immagino che l’autrice non si degnerà nemmeno di concedere ai lettori una smentita. Lei tratta i temi “da adulti” in modo spregiudicato, da tabloid, non da un’autorevole rivista di geopolitica. E non basta che già a novembre la stessa moglie di Andrei Sannikov abbia nominato ai media il luogo in cui si trova attualmente suo marito: per Tosi egli è già un “desaparecido”. Tutto ciò nonostante il processo che ha condannato Sannikov e alcuni altri organizzatori dei disordini di massa a Minsk del dicembre 2010, nell’atmosfera di gravi pressioni dall’Occidente (basti ricordare misure come il divieto d’ingresso in Europa ai giudici e persino ad alcuni giornalisti bielorussi), ai sensi della legislazione penale bielorussa, sia stato aperto agli osservatori internazionali.

Potrei andare avanti, smentendo una dopo l’altra le affermazioni di Tosi sulla politica economica della Bielorussia – riforme, privatizzazioni, politica estera eccetera – ma francamente non sono convinto che sia il caso, visto che a scatenare questa bufera di falsità e maliziosità è stato, probabilmente, non il mio paese, ma un evento di vita politica interna della Federazione Russa, cioè le elezioni per la Duma.


Eppure ci tengo a sottolineare due cifre. In primis, nei mesi di gennaio-ottobre 2011 siamo riusciti a ridurre di 2,4 miliardi di dollari il deficit della bilancia commerciale che è così sceso a 4,4 miliardi. Poi, nei mesi di gennaio-settembre 2011 le aziende italiane hanno investito nell’economia bielorussa una somma che supera di oltre 9 volte quella investita nell’intero 2010. Più di così…
Le sarò grato, gentile Signor Direttore, se vorrà far pubblicare questa lettera sul sito della rivista “Limes”.

Gentile ambasciatore,
mi rammarico di aver suscitato una così aspra indignazione, soprattutto perché amo il popolo bielorusso che – come ho scritto – ha saputo resistere meglio di altri al collasso dell’Urss.
In merito ai bambini di Chernobyl, vorrei precisare che nel descrivere le pessime condizioni in cui versavano in Bielorussia ho usato il passato: infatti dalle numerose testimonianze che ho raccolto tra genitori affidatari è emerso che negli anni Novanta i bambini abbandonati dalle famiglie ricevevano una pessima assistenza in strutture assolutamente inadatte a ospitarli e curarli. So che oggi sono stati fatti dei miglioramenti nella gestione degli orfanotrofi, e se scrivo che le prospettive dei bambini di Chernobyl sono ancora infelici è perché a 20 anni di distanza chi nasce e cresce nelle zone contaminate deve ancora affrontare i problemi derivanti dagli enormi danni provocati dalle radiazioni.
Per quanto riguarda Sannikov, le garantisco che nel momento in cui ho scritto l’articolo – alla fine di novembre – la moglie Irina Khalip dichiarava che le autorità non le avevano comunicato alcuna informazione a proposito del luogo in cui suo marito era stato trasferito.
In merito agli indicatori economici che lei riporta, non posso che felicitarmi della riduzione del deficit operata dal governo bielorusso. Contemporaneamente ritengo verosimili le denunce dei gruppi di opposizione a proposito di una grossa crisi degli istituti di credito, dal momento che le banche di tutta Europa stanno attraversando le stesse difficoltà.
Molto cordialmente
Cecilia Tosi
.

(16/12/2011)

Fonte: http://temi.repubblica.it/limes/lambasciatore-di-bielorussia-replica-a-un-articolo-di-limesonline/30537

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...