Autonomia satellitare eurussa?

Attendiamoci pesanti ritorsioni americane.

Anche l’Europa ha ora il suo Gps. Dopo anni di discussioni, cadute e resurrezioni il razzo Soyuz con i primi due satelliti Galileo è chiuso nella sua incastellatura ormai pronto alla partenza fissata giovedì, ma per problemi meteo il lancio è stato rinviato di 24 ore. Si tratta comunque di una «prima» perché il vettore che porta i satelliti è russo e d’ora in poi fornirà i suoi servizi di trasporto in orbita oltre che da Baykonur, in Kazakistan e da Plesesk in Russia, anche da Kourou nella Guyana. Pure questa è stata una storia lunga iniziata ancora nel 1998, finalmente giunta a buon fine, e sostenuta dall’agenzia spaziale Esa «per dare all’Europa – dice Antonio Fabrizi, direttore dei lanciatori nell’ente di Parigi – una gamma completa di capacità a seconda del tipo di satelliti da portare in orbita».

I NUOVI PROGETTI – Se l’Ariane-5, in uso da anni, è riservato ai grandi satelliti per le telecomunicazioni, il vettore Soyuz (lo stesso che ha lanciato il primo Sputnik nel 1957 e il primo cosmonauta Gagarin nel 1961) garantisce l’invio di carichi medi assieme ad una notevole affidabilità essendo arrivato a quasi 1.800 lanci. Invece i piccoli satelliti fino a 1.500 chilogrammi partiranno con il nuovo lanciatore Vega che debutterà nel gennaio prossimo. Nella base europea l’Esa ha dunque allestito, assieme ai russi, una nuova rampa di lancio e un nuovo centro di controllo rendendo più affollato il panorama delle torri metalliche che si alzano dal piano verde della foresta amazzonica.
TRENTA SATELLITI – L’incastellatura, un vero abitacolo condizionato per consentire l’integrazione finale del vettore protetto dal clima equatoriale, è arrivata dalla Russia ed altrettanto il razzo fabbricato a Samara. Sulle pareti degli edifici scritte in francese e in russo segnano la presenza dei nuovi tecnici, una cinquantina in tutto, che collaborano con i colleghi di Arianespace (la società europea di trasporto spaziale) alle operazioni di lancio. I due satelliti Galileo sono i primi della costellazione che comprende 27 satelliti più tre di riserva. I primi quattro sono costruiti da Eads-Astrium e integrati a Roma da Thales Alenia Space. Gli altri 14 sono realizzati dal gruppo tedesco Ohb. Tutti e 18 saranno lanciati per la fine del 2014. «Già dall’anno prossimo con l’invio della seconda coppia uguale a quella ora sulla rampa, – nota Jean-Jacques Dordain, direttore generale dell’Esa – potranno iniziare i primi servizi sia pure limitati. Per questo sono battezzati Iov dalle iniziali di In Orbit Validation». A bordo ogni Galileo ha installato l’orologio atomico più perfezionato mai realizzato per lo spazio. Costruito dall’italiana Selex assicura una precisione al miliardesimo di secondo. Il loro ritmo, dal quale dipende la misura esatta della posizione, sarà controllato dal centro di Telespazio al Fucino che gestisce in orbita anche la costellazione. Un secondo centro di controllo che garantisce continuità di sorveglianza in ogni situazione è inoltre attivo in Germania, vicino a Monaco di Baviera. Ora prima di raccontare le possibilità offerte dei nuovi satelliti europei più precisi del sistema americano Gps-Navstar è meglio aspettare il via: un lancio spaziale consiglia sempre un pizzico di prudenza.

Fonte: http://noreporter.org/index.php?option=com_content&view=article&id=16419%3Aautonomia-satellitare-eurussa&catid=3%3Aglob&Itemid=8

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