LA PROPAGANDA ATLANTISTA

Non sembra esserci forza alcuna che sia in grado di fermare il rullo compressore della propaganda mondialista. C’è la sensazione che tutto sia partito da un “cambio di obbiettivi”, da un raggiramento delle regole stesse “imposte” dalle Nazioni Unite ai volonterosi. Vale la pena di ricordare come la già citata risoluzione 1973 negasse il cambio di regime come obbiettivo ultimo della crociata atlantista. Ciononostante, i volonterosi sono agilmente passati dal generoso ausilio ai ribelli e, soprattutto, ai civili massacrati (a detta loro) da Gheddafi, alla esplicita e dichiarata volontà di sbarazzarsi dello stesso Rais, cioè del Presidente internazionalmente riconosciuto di uno Stato sovrano. Ed è a tal punto che la famosa propaganda di cui sopra entra in gioco.

E’ infatti evidente come Obama, Cameron e Sarkozy, assieme a tutti i loro lacchè si siano posti il problema del consenso.

I tre moschettieri avranno sicuramente riflettuto sul fatto che persino una massa assuefatta ed acritica come quella occidentale avrebbe potuto porre delle domande quantomeno imbarazzanti, di fronte al violento cambio di rotta nella strategia bellica.

Come fare in modo, quindi, che questa grossolana sterzata risultasse, in modo fluido e organico, quale la naturale evoluzione degli eventi, giustificabile e appetibile come tale alla maggioranza silenziosa?

Niente di più facile. E’ bastato coinvolgere la Corte Penale Internazionale, la quale si è recentemente messa ad abbaiare ai quattro venti, affermando che Gheddafi avrebbe ordinato alle sue truppe la violenza sessuale contro i civili come tattica per stroncare la sedizione in atto.

Si è cercato e si è ottenuto, in questo modo, il beneplacito di una delle tante organizzazioni sovranazionali posticce al servizio della NATO.

E’ doveroso ricordare infatti come gli stessi USA, assieme ai loro compagni di ventura israeliani, abbiano rifiutato di riconoscere questa stessa Corte, sottraendo in tal modo e in maniera assolutamente univoca i propri cittadini alla giurisdizione delle toghe dell’Aia.

Salvo poi utilizzare quello stesso organo giuridico per abbattere la canaglia di turno.

Ne rimarrebbero quindi delusi coloro tra noi che si aspettassero di vedere Clinton o Sharon in piedi al banco dei suoi imputati – il primo per aver ignobilmente deciso il bombardamento di una città storica dell’Europa quale Belgrado, mentre per il secondo ci sarebbe solo l’imbarazzo della scelta.

Forti di questo beneplacito e, forse, di un possibile mandato internazionale di cattura in stile Mladic, i volonterosi sono riusciti nell’intento di giustificare agli occhi del mondo la sempre più certa e sempre meno eventuale eliminazione fisica di Muhammar Gheddafi.

Non occorre sforzarsi troppo per capire come l’opinione pubblica accetterebbe di buon grado la liquidazione di un tiranno inviso ai “giusti” del sopracitato tribunale. Un tiranno accusato di aver perpetrato e ordinato stupri di massa e terribili genocidi. Un anticristo a metà strada tra Erode e un pappone, insomma.

Propaganda, quindi.

Così forte da  poter controllare a proprio piacimento il timer delle varie crisi mediorientali.

Ed è proprio in quest’ottica che non desterà scalpore l’attenzione progressivamente maggiore rivolta dai soliti sospetti e dai loro mass – media alla situazione siriana.

Coincidenza piuttosto facinorosa, quella della percepita crescente pericolosità di al – Assad inversamente proporzionale alla parabola politica (e a breve anche biologica) del Rais libico.

Veloce nota in chiusura: è di poche ore fa la notizia che  l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, uno dei tanti sarcofagi sovranazionali asserviti ai poteri forti, avrebbe deferito la Siria al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a causa di un non ben precisato programma nucleare segreto sviluppato dagli scienziati pazzi di Damasco.

E il rullo compressore continua la sua marcia…

OZAK

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2 pensieri su “LA PROPAGANDA ATLANTISTA

  1. La storia si ripete sugli schermi del contesto democratico mondialista, il male assoluto è sempre da una parte di qualunque natura abbia, l’importante è spostare i consensi unidirezionalmente verso quei poteri forti che si nascondono sotto il velo del democraticismo d’accatto….come sempre tutto il resto è noia!!!!In alto i cuori!!!!

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    • Concordo a pieno la Tua considerazione.
      Ma la domanda che ti pongo è: come?

      Come intenderesti spostare i consensi unidirezionali verso quei poteri forti che si nascondono sotto il velo del democraticismo d’accatto?

      Salus Iuvare

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