Marco Della Luna. DURISSIMO DOMANI

Proponiamo questo interessantissimo quanto tristissimo e ragionevole articolo dell’analista Marco Della Luna.

***

Il futuro di medio termine sarà, con ragionevole certezza, durissimo, e per quasi tutti orribile. E’ tempo di iniziare a pensare alla morte in termini positivi e a come vivere al meglio quanto può restare da vivere decentemente.
Le grandi tendenze evolutive globali, ben al di sopra della capacità di intervento della politica, sono ormai complessivamente chiarissime:

Spostamento di crescenti quote di reddito a) dai produttori di ricchezza (economia reale, imprenditori, tecnici, operai, agricoltori) ai finanzieri-banchieri (economia speculativa); b) dagli operatori in regime di libero mercato ai cartelli monopolisti e monopsonisti che condizionano il mercato da sopra di esso; c) dai piccoli operatori (lavoratori, imprese locali) agli operatori globali (multinazionali, grande distribuzione), che impongono il prezzo sia ai fornitori che ai clienti finali; d) in generale, dal complesso della popolazione a una ristretta élite non tassabile (grazie a: regole contabili Iasp, che consentono di non dichiarare gli utili da creazione di liquidità; canali Euroclear, Clearstream, BIS, BCE, Cayman Islands, Panama, per la movimentazione e l’uso degli utili non dichiarati), e sulla quale non si può quindi agire per una redistribuzione del reddito;

Rafforzamento globale dei monopoli e dei monopsoni (produzione di moneta e credito, energia, materie prime, tecnologia, informazione);

Progressivo annullamento delle classi medie, anche mediante interventi fiscali degli stati in crisi finanziaria (che colpiscono dove possono, cioè il risparmiatore e il lavoratore che ha patrimonio e reddito ma non è abbastanza grosso e forte da sottrarsi al fisco coi mezzi indicati sopra);

Drastico taglio dei servizi sociali e dei pubblici investimenti;

Proletarizzazione e precarizzazione generalizzata delle categorie lavoratrici anche autonome e imprenditoriali;

Delegittimazione della protesta sociale nella nuova visione tipo Marchionne, in cui tutti siamo imprenditori e capitalisti, avendo ciascuno perlomeno le proprie capacità come capitale, sicché è assurdo (folle, antisociale, illegittimo) pensare la politica in termini di conflitto sociale tra lavoratori e capitalisti, e chi soccombe non soccombe alla prevaricazione ma ha un problema da curare, mentre l’unica policy legittima è quella della concorrenza-collaborazione di ognuno nel libero mercato (che però libero non è, essendo manipolato dall’esterno dai monopoli-monopsoni, che, disponendo anche degli strumenti legislativi e governativi, alterano a loro vantaggio i rapporti valore; quindi quella logica è ingannevole);

Tendenziale riduzione del cittadino a puro price-taker senza capacità di contrattazione sia come consumatore che come lavoratore che come fruitore di pubblici servizi;

Capitalismo assoluto, radicale assimilazione del lavoratore alla macchina, con tendenziale abolizione delle tutele sindacali e riduzione dei redditi dei lavoratori al minimo vitale perché, con la globalizzazione (dell’economia, della finanza, del potere), non vi sono più, a differenza che nella II Rivoluzione Industriale, strutture sovrane di potere politico legate a popoli e territori, che, perlomeno per loro bisogno di mantenere il consenso sociale ed elettorale, possano imporre salari più alti; e anche perché il business a cui fare tale imposizione non è più manufatturiero e territorialmente legato (alla fabbrica, alla miniera), ma è finanziario e globalizzato, extraterritoriale (footloose capital), e detta dall’esterno alla politica e al sindacato le sue condizioni (Fiat-Chrysler), potendo liberamente sia trasferirsi nel mondo, che colpire finanziariamente i governi non compiacenti;

Tendenziale divisione rigida della società in una classe oligarchica ristrettissima (power élite, global class) e in un popolino progressivamente omogeneizzato, con ridotte categorie intermedie ed estesa informatizzazione del sistema d monitoraggio e gestione del corpo sociale (tecnologie di controllo sociale sempre più penetranti e incontrastabili);

Sostanziale chiusura di questa struttura alla mobilità verticale ascendente;

Progressivo indebitamento pubblico e privato delle nazioni; conclamata impossibilità di rimborsare il debito pubblico; privatizzazione-monopolizzazione dei beni pubblici e delle funzioni pubbliche, incluse quelle di polizia e militari (contractors) come condizione per ricevere aiuti finanziari (dal FMI, dalla BM, dalla BCE, etc.); le crisi finanziarie degli stati sono usate, e forse anche indotte, per costringere gli stati a vendere assets strategici (es.: Pireo ceduto dalla Grecia a capitale cinese);

Costruzione, mediante legislazione in deroga, di ordinamenti giuridici polizieschi e autocratici (sospensione di garanzie processuali, diritti civili e politici), sottotraccia e paralleli a quelli costituzionali, democratici, garantisti (Patriot Acts), pronti per l’uso quando scoppieranno proteste popolari;

Stati, parlamenti e governi ridotti a ruolo di uomo di paglia, di esecutore poliziesco, e di insolvenza-impotenza finanziaria, data la mancanza di sovranità economica, che è passata a organismi non solidali al territorio e al popolo, autocratici e non democratici, non responsabili, non trasparenti, quali BIS, BCE, FED, BM, FMI, WTO;

Irresistibile forza monetaria della Cina, che, emettendo moneta senza indebitarsi grazie all’esercizio della sovranità monetaria, sta comperando i principali debiti sovrani, miniere, latifondi, assets pregiati, fonti di materie prime, e che da ciò appare come la nuova piattaforma che rimpiazza gli USA come a strumento per governare il mondo in una delicatissima fase in cui c’è da gestire, oltre all’instabilità finanziaria globale, l’esaurimento di risorse fondamentali e la crisi ecologico-demografica (rispetto agli Americani, i Cinesi hanno assai più disciplina e meno inibizioni ad usare la violenza, soprattutto sui non Cinesi).

Non pochi studiosi di macroeconomia, oramai, ravvisano la radice di questi mali nel fatto che il mondo dipende da un cartello di banchieri monopolisti della produzione di quel bene indispensabile che è la liquidità (credito, valuta), i quali lo producono a costo zero (perché senza copertura in valori reali) e lo prestano a interesse composto al resto della società; l’interesse, crescendo nel tempo, sottrae quote crescenti di reddito al resto della società, trasferendole ai predetti monopolisti e producendo una cronica carenza di liquidità, con conseguente stagnazione o recessione economica e crescente indebitamento pubblico e privato, aumento delle tasse, inevitabili defaults, etc.; nonché necessità di ricorrenti scoppi di bolle finanziarie per distruggere l’eccesso di credito e così ridurre il debito e il peso degli interessi passivi a dimensioni sostenibili (la distruzione del credito in eccesso è organizzata dal sistema bancario in modo che il credito da azzerare venga prima coriandolizzato e cartolarizzato in forme appetibili (alti tassi) e rassicuranti (garanzie collaterali, rassicurazioni bancarie), poi rivenduto a risparmiatori e fondi di investimento e previdenziali, nelle cui tasche viene fatto scoppiare). Se, però, i popoli, attraverso stati democratici e realmente sovrani, potessero esercitare la sovranità monetaria, dotandosi del denaro necessario a realizzare il pieno impiego dei mezzi di produzione, lo sviluppo sarebbe assicurato e la povertà vinta.

Ma questa è una visione parziale e ingenua, che non tiene conto del fatto che la Terra è un sistema con risorse limitate e limitate capacità di assorbire inquinamento, e che già da tempo la specie umana ha superato il limite di sostenibilità dei consumi e delle emissioni, mentre gli umani si riproducono sempre più velocemente; sicché raccontare che lo sviluppo generalizzato (attraverso un’adeguata alimentazione monetaria, o in qualsiasi altro modo) sia la soluzione, o semplicemente che sia desiderabile, e che si dovrebbe aiutare i popoli poveri a svilupparsi a casa loro, è raccontare una favola. Forse la più grossa che sia mai stata sognata. Ma si sa: quanto più grosso è il Male, tanto più grossa e folle ha da essere la Favola.

Marco Della Luna
Fonte: http://marcodellaluna.info
Link: http://marcodellaluna.info/sito/?p=509
18.05.2011

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2 pensieri su “Marco Della Luna. DURISSIMO DOMANI

  1. Buonasera.
    Questa mattina ho svolto il mio dovere di cittadino e mi sono recato al seggio a votare i referendum (merito una medaglia al valore, no?)…scarsina l’affluenza però; verso mezzogiorno stava poco sopra il 10%. E pensare che in settimana in uno dei tanti portali della rete un sondaggio al quale ho partecipato dava un’affluenza parziale del 78% circa, su 8000 votanti. Mah… chissà!!??!?!!?
    Questa mattina credo proprio di aver esercitato il mio ultimo e unico diritto rimasto da cittadino italiano. Anche questa è una triste e ragionevole considerazione come il pessimistico articolo, sopra riportato, del più illustre Marco Della Luna.
    Ammetto di non conoscere così a fondo i meccanismi delle lobby economico-finanziarie mondiali. Quindi non mi permetto di giudicare. So per sentito dire o letto come tante altre persone, di segretissime “Tavole Rotonde” in cui si decidono le sorti del mondo. Ma anche che in queste riunioni segrete si decide chi combattere, chi far crescere, chi mungere, chi uccidere. Pensate che addirittura una volte ho letto di una lobby alla quale un certo governo italiano mandava un certo allora ministro di qualche cosa Tremonti a decidere delle sorti economiche del nostro paese: una barzelletta ahahahahahhah.
    Tornando seriamente all’argomento, quello che ho letto potrebbe essere tranquillamente paragonato al 21-12-2012 del calendario dei Maya: l’ennesima fine del mondo… ma quante ce ne sono state paventate di fine del mondo da che abbiamo memoria? Cento, mille? Non ce ne doveva essere una anche il mese scorso? Se n’è verificata forse una?
    E allora siate un po’, anzi molto ottimisti. Il mondo non finirà mai! Mai! Mai! Si forse la sensazione del momento è che stiamo morendo lentamente o forse lentamente ci stanno uccidendo!
    Ogni epoca, ogni generazione, come una fenice rinasce dalle proprie ceneri dopo la morte. Quel che è certo è che non rinasceremo certo grazie alla fede in un qualche dio soprannaturale o trascendentale. Chi vive di fede alla fine muore come un ateo.
    Questo è il miracolo dell’Uomo. Dell’Uomo-Dio.

    Credo, anzi ne sono certo, anche dopo aver letto tanto catastrofismo, che se esiste anche solo una possibilità, e riprendo da Marco Della Luna:” Se, però, i popoli, attraverso stati democratici e realmente sovrani, potessero esercitare la sovranità monetaria, dotandosi del denaro necessario a realizzare il pieno impiego dei mezzi di produzione, lo sviluppo sarebbe assicurato e la povertà vinta.”. Allora così sia.
    Come dice Schopenhauer: “Il mero volere e anche il mero potere non sono ancora in sé sufficienti; un uomo deve pure sapere ciò che vuole e sapere ciò che può: solo così mostrerà carattere, e solo allora potrà compiere qualcosa di buono”.
    Noi sappiamo quello che vogliamo e quello che vuole il popolo Italiano.
    Questo basta per instillare il seme della Rivoluzione.

    Salus Iuvare
    Nazionalista.xxxxxx
    D.M.

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