ANCHE LONDRA AVRA’ UN FRONTE NAZIONALE ?

Tempi strani, i nostri. La proverbiale flemma politica britannica, avulsa dalla caciara e dalla commedia dell’arte tipica dei palazzi del potere nostrani, non sembra appartenere al Primo Ministro inglese Cameron. Le sue dichiarazioni del 13 Aprile in merito alla necessità di tagliare in modo deciso sull’ immigrazione hanno infatti scatenato un’accesa  bagarre all’interno del già traballante inciucio di Governo. Il Business Secretary Vince Cable, schierato con i Liberal-Democrats (partito che divide la poltrona con i Conservatori del Primo Ministro) ha tacciato le parole di Cameron come “ben poco sagge”, aggiungendo che affermazioni simili rischiano di “fomentare gli estremismi”. Le dichiarazioni del Premier d’altronde paiono solo l’evoluzione naturale di una posizione presa poco più di due mesi orsono e in cui egli affermava il fallimento del multiculturalismo. In quell’occasione, Cameron aveva individuato la necessità di un rafforzamento dell’identità nazionale britannica in modo tale da fronteggiare qualsiasi tipo di estremismo.

A parte la spontanea perplessità che sorge per una dichiarazione rilasciata per la prima volta a più di sessant’anni dall’inizio del calderone multiculturale britannico, una frase di quell’intervento spicca su tutte. Cameron aveva infatti auspicato l’opportunità di un “liberalismo muscoloso, in contrapposizione alla tolleranza passiva degli ultimi anni”.

Considerazione che, non si sa quanto volontariamente, rivelerebbe la vera intenzione del Premier cresciuto nella venerazione di Margaret Thatcher: una politica di liberalismo estremista (ma gli estremisti non erano i nemici?) ed interventista. Un “liberalismo muscoloso”, nelle parole dello stesso Cameron. Un’entità alla neo – con che sia in grado di prendere a cazzotti le decine (o centinaia?) di migliaia di disperati, morti di fame, delinquenti e profughi genuini causati proprio da quei muscoli ben pompati. Libia docet.

Della serie: “ci prendiamo quello che ci pare da dove ci pare, ma non venite a romperci i cosiddetti”.

Che poi magari i barconi di tutti questi sfollati siano ben ancorati nei porti della sfigata Italia, ancora meglio.

Agli occhi di Cameron non dobbiamo essere altro se non un’entità meno muscolosa, un po’ come il ragazzino che entra in palestra per la prima volta e che guarda ammirato e astioso al tempo stesso i culturisti che stanno più a Nord. Quelli che vanno a braccetto e fanno la spola tra Londra e Parigi, per intenderci.

Ma come ogni giallo anglosassone che si rispetti, ci potrebbe essere una seconda motivazione atta a spiegare le dichiarazioni del Premier britannico e che va sotto il nome di British National Party.

A voler dare retta ai media, il partito di Nick Griffin è un’accozzaglia di decerebrati che soffrono la “competizione” degli immigrati a causa della propria mancanza di istruzione e di qualifiche professionali. Lo stesso Nick Griffin è stato il protagonista di linciaggi televisivi nelle tribune elettorali, dove una ben poco casuale schiera di spettatori appartenenti alle cosiddette “minorities” (ivi inclusa la rappresentanza gay e lesbica) non ha mancato di fargli sapere la propria opinione sulla sua persona e sul suo partito.

A voler dare retta ai fatti invece, il BNP continua a riscuotere grande successo dove il disagio della working class autoctona è più forte, cioè in quel Nord che racchiude all’interno dei suoi confini ideali uno dei più grandi conglomerati industriali del mondo. Nel 2009, per la prima volta nella storia del Regno Unito il BNP ha ottenuto la vittoria in due circoscrizioni del sopracitato Nord: Burnley e Padiham.

Forse allora ci sarebbe da speculare sul fatto che l’iniziativa populista di Cameron possa essere indirizzata a minare la base del British National Party, attirandolo con la vanagloriosa promessa di un contenimento dell’immigrazione.

E se invece Cameron stesse cercando di ottenere i proverbiali due piccioni con una fava: gonfiare i muscoli del proprio turbo-capitalismo e soffiare i voti al dequalificato Griffin? In tal caso un pizzico di baruffa intra – schieramento sarebbe anche accettabile.

Chi l’ha detto poi, che il Premier abbia di colpo perso tutta la sua flemma made in UK ?

Ozak79

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