SOVRANITA’ NAZIONALE: ULTIMO RESPIRO.

Sicuramente molti si saranno interessati in questi giorni agli eventi che stanno avvenendo nei grandi salotti della Finanza Italiana, ma pochi forse riusciranno ad averne una giusta chiave di lettura.  Noi ci abbiamo provato. Riepiloghiamo in breve. La prima notizia è di qualche giorno fa: ENI ed ENEL hanno due nuovi presidenti. Leggiamo dal Sole24 ore: “Due nuovi presidenti giovani per Eni ed Enel, Giuseppe Recchi (47 anni) e Paolo Andrea Colombo (51 anni), un nuovo amministratore delegato per Finmeccanica, Giuseppe Orsi, nato nel 1945, confermati i vertici di Poste Italiane. Sono le novità delle nomine decise dal governo, dopo febbrili consultazioni tra il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, il sottosegretario a Palazzo Chigi Gianni Letta e il vertice della Lega, che esce però deluso dalla tornata di incarichi nelle grandi società pubbliche. L’unica conquista di peso appoggiata dal Carroccio è per Orsi, il quale tuttavia è un manager di Finmeccanica, non un osservante del verbo di Umberto Bossi. Rinviate le candidature al vertice di Terna, per le quali c’è tempo fino al 17 aprile. Si profila una conferma per l’a.d. Flavio Cattaneo e il presidente Luigi Roth. (…)

In ognuna delle tre grandi società c’è una figura nuova al vertice e c’è una conferma. Un nuovo mandato triennale quindi per Paolo Scaroni, amministratore delegato dell’Eni, la principale società italiana per valore di Borsa, come per Fulvio Conti, amministratore delegato Enel. Entrambi sono in carica da sei anni. Ma con le scelte di Tremonti si profila una marcatura stretta per i due heavy weight dei potenti colossi dell’energia, che sarà applicata dai nuovi giovani presidenti. Lasciano dopo nove anni Roberto Poli l’Eni e Piero Gnudi l’Enel, entrambi nati nel 1938. C’è un nuovo mandato anche per Pier Francesco Guarguaglini, classe 1937, ma solo come presidente anche se – si dice – con deleghe importanti, su strategie e rapporti esterni, non ancora però ufficializzate. L’attuale numero uno di Finmeccanica non sarà più a.d. del gruppo aerospaziale, nel quale ha i pieni poteri dal 24 aprile 2002. È stata la partita più delicata, cominciata dieci mesi fa, con l’esplosione delle indagini giudiziarie intorno al gruppo, un’avvisaglia di un mutato clima politico intorno al gruppo che ha delicati rapporti con i governi di tutto il mondo, dai militari ai servizi segreti. Determinante per la sua conferma il sostegno di Letta. (…) Per Eni ed Enel la scelta di due giovani presidenti è il segno di una discontinuità morbida. Tremonti non era pienamente convinto della conferma di Scaroni, ma neppure abbastanza forte per sostituirlo. Così ha optato per un nuovo presidente, con un ruolo di garanzia e di controllo. Il candidato alla presidenza era Paolo Andrea Colombo, affermato commercialista milanese da tre anni nel cda Eni, e prima per sei anni nel collegio sindacale dove aveva sollevato rilievi tra l’altro sulla controversa operazione nel gas con Bruno Mentasti, l’imprenditore vicino a Berlusconi. Ma domenica sera la candidatura di Colombo è stata dirottata alla presidenza Enel. Colombo è un mastino, è molto preparato e ha solidi legami sia con il presidente del Consiglio, è nel cda Mediaset, sia con Tremonti. Ha collaborato con lo studio Vitali Romagnoli Piccardi, fondato da Tremonti, dove il ministro è tornato quando non era al governo. Dello studio Vitali è partner Fabrizio Colombo, fratello del neopresidente Enel. Alla presidenza Eni arriva l’ingegner Recchi, della famiglia torinese dell’omonima impresa di costruzioni, ora ai vertici di General Electric Sud Europa. Il gruppo controlla il Nuovo Pignone a Firenze (comprato proprio dall’Eni) ed è importante finanziatore dell’Alitalia-Cai, come della vecchia aviolinea pubblica. Su Recchi c’è l’ala protettiva di Gianluigi Gabetti, presidente d’onore di Exor, l’ex Ifil degli Agnelli, di cui Recchi è consigliere d’amministrazione da otto anni. Gabetti ha elogiato la nomina di Recchi.

La partita è solo all’inizio ma la nuova figura di rilievo è sicuramente Giuseppe Recchi. Appare chiaro che quella parte di establishment finanziario italiano che ha come punto di riferimento FIAT e la CASSAFORTE AGNELLI ha fatto un deciso passo in avanti verso uno scontro campale. Le società di cui stiamo parlando ENEL, ENI e FINMECCANICA sono l’ultimo baluardo di sovranità nazionale che ci è rimasto, e questo potrebbe essere soltanto l’abbrivio verso uno spostamento ancora più marcato verso sponde atlantiste.

Secondo capitolo: ASSICURAZIONI GENERALI.

Tutti avrete letto della fuoriuscita (o meglio della espulsione) del  Pontefice Geronzi da parte della fronda “sottilmente” guidata da Della Valle. Prima di tutto è bene informare il lettore su quale sia l’importanza del gruppo di Trieste nello scacchiere finanziario italiano. Le partecipazioni di maggior rilievo delle Generali sono : Si tratta di Rcs (3,7%), Mediobanca (2%), Pirelli (4,41%), Gemina (3,6%), Intesa SanPaolo (4,97%)  e Telecom, dove Generali è presente tramite il 30% di Telco.  Altre partecipazioni rilevanti sono inoltre quelle nella società ferroviaria Ntv (15%) e nel progetto di riqualificazione del quartiere fieristico milanese Citylife (41,26%), dove Ligresti ha già deciso di esercitare la propria opzione a vendere alle Generali un altro 27,2%. Va da sè quindi capire che Generali siano uno dei fulcri, se non la vera e propria asse portante, della finanza italiana.

Geronzi con la sua condotta spregiudicata sicuramente si era fatto dei nemici, ed i suoi avversari paiono essere partiti al contrattacco. Mediobanca potrebbe essere l’ago della bilancia o  perfino il terreno di battaglia. Tutta l’AREA politica e finanziaria vicina al gruppo Fiat ha sicuramente voglia di mettere Geronzi in un angolo e con  lui conseguentemente anche l’asse BERLUSCONI-LETTA. I rumors che danno come probabile una discesa in campo politica di Luca Cordero di Montezemolo potrebbero avallare questa nostra ipotesi e non sono certamente segrete le affinità che potrebbero esserci tra il Presidente della Camera Fini e il Presidente della Ferrari. Attorno a loro ruotano anche Caltagirone e di conseguenza Pierferdinando Casini. La Lega, che oggi appare ai margini della battaglia, potrebbe avere un peso rilevante e l’attuale ministro Tremonti potrebbe diventare un elemento ancora più rilevante nei futuri assetti politici del paese.

L’attuale TERZO POLO della NAZIONE, in cui Gianfranco Fini fa ancora la parte del paperino di turno, con l’avvento di Montezemolo potrebbe godere di nuova linfa con tutte le conseguente nefaste per la nostra nazione, che diverrebbe ancora maggiormente cannibalizzata dalle strutture plutocratiche di oltreoceano.

Se a ciò aggiungete che già esistono da tempo Novelli Rottamatori nel Partito Democratico come il sindaco di Firenze Matteo Renzi, e che comunque tutto l’ex partito comunisto è fortemente rivolto ad ovest verso i loro parigrado (sic) Democratici Americani, è facile capire dove stiamo andando…o meglio dire, dove stiamo affondando.

Dall’altra parte un Berlusconi ormai sotto continuo attacco da più parti (e non solo per la scellerata condotta morale) potrebbe essere costretto a fare un passo indietro barattando la sua salvezza politica, economica e forse anche da galeotto, in cambio di un’uscita di campo. Vista anche la sua enorme mole di liquidità finanziaria si annunciano interessanti scintille. Una battaglia che infatti si sta prefigurando è quella tra Berlusconi e De Benedetti, e proprio di ieri sono dichiarazioni in merito del PDC sul processo al Lodo Mondadori.

Insomma siamo solo all’inizio.

Il problema è semmai un altro: assisteremo ad un’enorme battaglia fra loggie che avrà come terreno di battaglia la NOSTRA NAZIONE e come vittime assai probabili la NOSTRA COMUNITA’ NAZIONALE.

Statene certi: riusciremo a perdere anche l’ultimo respiro di SOVRANITA’ NAZIONALE.

R.B.

 

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Un pensiero su “SOVRANITA’ NAZIONALE: ULTIMO RESPIRO.

  1. Il sintomo evidente e più concreto che mai del declino di un popolo, sfiduciato, moralmente inesistente, evanescente, moribondo e svenduto economicamente e socialmente dal potere becero di una classe politica e imprenditoriale asservita al demone plutocratico usocratico. L’amarezza di una fine inesorabile non prevarrà sul sentimento patriottico che anima la nostra azione!!!! In alto i cuori!!!

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