PIU CHE RICOSTITUIRE DOBBIAMO RICOSTRUIRE…LA NAZIONE !

Abbiamo visto gente esultare per la proposta relativa all’abrogazione della norma “transitoria” sulla ricostituzione del partito fascista. A me viene da ridere. Mi vien da ridere perchè questa non è presentata da fascisti; cosa che potrebbe non voler dire nulla se alla base vi fosse una onestà intellettuale ed oggettiva da parte dei personaggi che hanno promosso l’iniziativa. Ma ad oggi, per quello che il sistema politico impostoci con una guerra ci ha insegnato, cioè malafede e diffidenza, viene da pensare che costoro agiscano probabilemente con secondi fini, tanto più che non presterebbero servizio presso partiti antifascisti. Fa ridere anche il fatto che la “transitorietà” sia rimasta in vigore fino ad oggi; questo dimostra il completo fallimento di uno stato costruito sull’antifascismo e su “valori” che all’atto pratico non hanno… valore !

Quale sia lo scopo, questa richiesta comunque non passerà, perchè evidentemente dopo 65 anni, una vita intera, i fautori delle libertà, ben sanno di NON AVER COSTRUITO NULLA !

Quando parlo di “costruzioni” non mi riferisco a quelle edili, che ne son state fatte a iosa sull’onda della tangente e della compiacenza dei politici corrotti. Per non parlare delle cooperative rosse. Pur tuttavia questo non è minimamente paragonabile alle costruzioni realizzate durante il ventennio che hanno visto nascere delle città nuove, e realizzarsi dei veri e propri esempi di edilizia innovativa e di civiltà edilizia (non alveari che crollano per un peto più vigoroso) !

Non mi riferisco neanche del “costruire” uno stato sociale, perchè partendo da ottime basi, non si è fatto altro che distruggerlo sacrificandolo alle solite logiche clientelari, tangentare e di corruzione che hanno sempre caratterizzato e caratterizzano le democrazie parlamentari di ogni stato in cui è al governo chi sa mettersi vendersi meglio grazie al denaro e non chi è più competente.

Non mi riferisco neppure alla costruzione di una Nazione degna di essere definita sovrana; quella che qualche decennio fa affrontava compatta col suo popolo e con orgoglio le sanzioni imposte dagli stessi criminali internazionali che oggi spadroneggiano bombardando quà e là, è stata nel corso degli anni disgregata. Siamo apparentemente alleati dei signori della guerra, ma in realtà la nazione è succube e deve subire impotente le scelte politiche operate dai liberatori di ieri e dai loro compagni di merenda. I recenti fatti dimostrano come l’Italia sia una semplice colonia statunitense, che non viene presa in considerazione dai compagni europei !

Quello di cui mi preme parlare invece, è il fallimento che gli emeriti benpensanti “costruttori” di libertà ! Costoro non sono riusciti a costruire una comunità nazionale realmente amante e fautrice proprio di quelle libertà e di quella democrazia che hanno imposto con le armi. O meglio, non sono riusciti a spiegare quali erano i “valori” che avevano imposto. E’ palese che, se occorre far rimanere vigente una norma transitoria, vi è una profonda insicurezza legata proprio al fatto che la gente, o non ha recepito certi valori, o che certi valori… non sono poi un granchè !Molto semplicemente ci troviamo di fronte a 65 anni di NULLA, in cui si è partiti da molte realizzazioni “del male assoluto” (fatte in tutti i campi), e dalle quali non si è riusciti ad andare avanti ma solo tragicamente indietro.Anche politicamente i costruttori della repubblica, non hanno creato nulla; chi è passato al potere per grazia ricevuta dalla mafia o dai liberatori stessi, chi ha sognato stelle rosse salvo scontrarsi con la tragica realtà di un ideologia figlia e succube dello stesso nemico che volevano combattere.Pur avendo avuto tutti i vantaggi possibili, tra cui anche l’aver potuto sterminare fisicamente tutta una classe politica ed i migliori giovani anche a guerra finita, sono sempre stati in affanno, si sono dovuti appigliare a bombe e stragi, a fomentare ancora una volta la guerra civile tra “fascisti” e “comunisti”, pur non esistendo i secondi, e tutto sommato neanche i primi, trascinati com’erano dal condottiero atlantico in sterili battaglie reazionarie e sistemiche.

Ed oggi, nel 2011, si discute ancora di un fascismo che realisticamente, per le mutate condizioni socio-economiche, non potrà più essere tale al 1922; si agitano le finte paure del razzismo, del mai troppo ricordato olocausto, della mancanza di libertà (ma di chi poi ?), per nascondere le paure vere.Tutto queste manfrine servono solo a farli sopravvivere parlando di “anti”, senza avere nulla da proporre; e le vere paure sono quelle di dover ammettere una sconfitta, di non poter dire di aver costruito qualcosa di utile per la nazione, per il mondo intero.

La vera paura non è quella che nasca un partito definibile “fascista”, non è quella che possa manifestarsi una nuova marcia su Roma. La vera paura è che quell’idea, quel sentire, quel voler vivere, possa attecchire su una popolazione stanca, delusa, disincantata, che prova disgusto per una classe politica che ormai non riesce neanche più a vendere i voti !

E se è vero come raccontano che il male assoluto, italiano o tedesco che sia, è stato opera di folli e di menti malate, non si ravvedono i motivi per cui, a fronte di una popolazione saggiamente governata ed educata in 65 anni di lavaggio del cervello, questi liberali (o libertini), debbano arroccarsi dietro a leggi (non ultime quelle contro il revisionismo storico) che impongano in maniera peraltro antidemocratica, delle non scelte  ad una popolazione che ormai dovrebbe essere matura da poter distinguere tra il bene ed il male.

Se lo fanno vuol dire che hanno fallito, nonostante una guerra vinta e gli ingenti capitali che vengono profusi ancora oggi per tener vivo un antifascismo… senza il fascismo. E che lo stato italiano, e tutta la civiltà occidentale “rinnovatasi” dopo la seconda guerra mondiale, ha fallito sul piano materiale, e soprattutto sul piano spirituale non avendo insegnato nulla.

A.P.

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