MODERNITA’, CONSUMI E CRISI OCCUPAZIONALE

Oggi il nostro paese festeggia i suoi “primi” (speriamo) 150 anni, ma c’è poco da stare allegri. Le notizie che giungono dal mondo di lavoro non danno segnali assolutamente confortanti, nè sul contesto internazionale, nè sul fronte interno, ma una news ci ha colpito particolarmente negli scorsi giorni: “Ci sono code di diversi isolati davanti i principali Apple Store di New York per tentare di conquistare sin dai primi minuti della messa in vendita i primissimi esemplari dell’Ipad 2, la nuova tavoletta della Apple. Il cronista dell’Ansa per evitare l’affollatissimo negozio della V Strada si è recato all’Apple Store di Broadway, ad ovest di Central Park, pensando di trovare una fila meno lunga. Ma visto l’interesse e l’attesa dei newyorchesi per il nuovo oggetto dei desideri, anche li la fila era di oltre 6 isolati, cioè diverse centinaia di persone.

Troviamo aberrante questa notizia per 2 motivi principali che sfuggono ai più, anche se fortunatamente non a tutti:

– lo sfrenato consumismo “indotto” da questa società marcia fino al midollo
– la grande distribuzione ha totalmente distrutto la piccola vendita al dettaglio.

Analizziamo il primo aspetto.

Siamo di fronte alla totale saturazione del mercato nei confronti della forza lavoro, ma nonostante questa nefasta situazione l’unica soluzione prospettata dai grandi economisti e su cui intende reggersi l’economia globale è quello dei consumi “indotti” quantunque “inutili”, processo partito al momento del boom economico degli anni 80 e arrivato penosamente ai giorni nostri. Questo continuo processo di supporto “indotto” al consumismo diffuso serve per reggere con fondamenta di carta un sistema ormai totalmente marcio. La furbizia di queste Corporation del consumo, sta nel proporre continunamente prodotti innovativi, che stuzzicano l’appetito dei malati di consumismo, ormai totalmente in balia del trend del momento. Questo processo, ben noto nel mondo della telefonia cellulare e in quello dell’informatica, ha soppiantato quello che una volta era una caratteristica del mondo delle autovetture. Ovviamente, con il deterioramento progressivo dell’economia reale, tale consumismo indotto per supportare le grandi case automobilistiche è stato sorretto con incentivi alla rottamazione e tutt’ora con grandi campagne di rateizzazione., ma ciò non è comunque bastato per arginare  il collasso delle economie reali e ed il mondo dell’auto sta pagando il giusto dazio. Tali problemi, apparentemente, non si riscontrano ancora nei settori sopra menzionati, dove oltre alla spesa più contenuta che permette comunque di “tenersi al passo con la tecnologia” con spese molto minori rispetto al costo di un’autovettura, si ha un effettivo vantaggio in termini di “moda” da inseguire a tutti i costi. Ossia con aggiornamenti tecnici tutto sommato futili o comunque inutili per l’utilizzo dell'”uomo comune” si riesce a spingere in maniera gigantesca la corsa all’acquisto di prodotti come quello dell’Apple, la cui mitizzazione tecnologica ha raggiunto livelli parossistici.

Questa continua spinta nel consumo da grande distribuzione ha generato un altro aspetto molto più drammatico nei confronti della piccola imprenditoria e quindi della spinta occupazionale. In paesi come l’Italia, infatti, dove la vendita al dettaglio, era uno dei cardini portanti della nostra economia insieme a tutta quella struttura  diffusa di migliaia di PMI (argomento di cui abbiamo parlato proprio sul Laboratorio), la situazione è ormai deteriorata e basta guardarsi intorno per vedere la moria di negozi costretti alla chiusura perchè la struttura economica dei grandi centri urbani si è totalmente piegata alla logica della grande distribuzione.

Questo aspetto, di rilevanza enorme quantunque non percepita, ha generato altri 2 grosse problematiche:

– la perdita di posti occupazionali a tempo indeterminato all’interno delle strutture di vendite al dettaglio

– l’aumento di precariato dovuto all’occupazione gestita dalla grande distribuzione.

Le ripercussioni che questi due aspetti cosi importanti abbiano sugli strati più bassi della società odierna potete immaginarli da soli.

Ma non basta.

Una strategia delle Corporation mondiali, che spinga all’esasperazione il consumista medio globale, poteva trovare terreno fertile soltanto in una società moralmente e civilmente degenerata, che ormai ancora oggi qualcuno chiama DEMOCRAZIA. Un aspetto di totale decadenza della nostra società lo possiamo rilevare dal fatto, come una comunità cosciente di sè non riesca a trovare la forza, o nemmeno soltanto rendersi conto dell’oblio in cui viene sospinta da tutto un apparato finanziario globale. Chi vi parla non è certo fautore di una società “cavernicola” spinta all’eccesso, ed è giusto perfino rilevare che alla persona umana vada lasciata comunque una parte del proprio reddito per soddisfare le proprie “voglie ataviche”. Ma qui si parla di intere società “occidentali”, di interi decenni spesi a fomentare una società di consumatori che ha vissuto la propria esistenza vivendo completamente “a debito”.

Ma adesso i nodi vengono al pettine.

Il problema sostanziale è che tutta la struttura economica del sistema capitalistico è stata basata sul consumismo indotto e non sul consumo di necessità. Tale pesante sbilanciamento può essere sorretto soltanto in periodi di continua espansione economica (tipici dei periodi post bellici di pacificazione). Nel caso del  Mondo Occidentale il sistema “importato” nel dopoguerra ha avuto un’ulteriore “coda” di vita grazie al crollo di un altro marcio sistema economico avvenuto nel 1989: il Marxismo. Ciò ha permesso di esportare questo sistema anche in altre realtà che prima ne erano tutto sommato indenni (ma non per questo più fortunate) ed ha garantito oltrettutto la crescita di un economia forte come quella cinese, con le sue grosse potenzialità di manodopera a basso costo.

L’Italia adesso si trova una struttura industriale completamente allo sfascio, sia nei settori cardine, sia nei settori più capillarizzati come le PMI o come la vendita al dettaglio, con una milionaria perdita di posti occupazionali, ed al contempo, con gli scaffali della grande distribuzione colmi di schifezze importate dalla Cina, che fanno dell’Italia un grande ed immondo magazzino di stoccaggio di merce di bassissima qualità. Nonostante questo, sempre belli gonfie, sono le delegazioni dei nostri parlamentari che spesso si recano nella Città Proibita a stringere accordi commerciali tra i 2 paesi (senza tener conto ovviamente delle realtà immigratorie che poi diventano stanziali) che in cambio di Know-How o di qualche accordicchio a livello locale (sempre a favore comunque dei pochi complessi industriali italiani ancora rimasti in vita) permettono che orde di extracomunitari dell’Estremo Oriente, possano aprire (pagandoli con sonanti cash) attività nelle nostre città a totale discapito delle poche realtà italiane ancora sopravvissute.

La questione che effettivamente più ci preoccupa è che riteniamo che questo processo sia ormai arrivato ad un “punto di non ritorno”. Stiamo parlando di milioni e milioni di persone, di una popolazione ormai sempre più indebitata e dipendente dal lavoro per supportare i propri consumi, che in mancanza, di tali, generano a suo volta milioni di disoccupati.

Come possiamo permettere che le Corporation della grande distribuzione tornino sui loro passi permettendo la sopravvivenza di pochi sparuti negozi ?

Come possiamo chiedere ai nostri Politicanti l’introduzione di severi dazi dall’Estremo Oriente ed al contempo la immediata diminuzione della forbice fiscale fra Salario Lordo e Salario Netto per dare una spinta alla crisi occupazionale ?

Soltanto eventi sciagurati o scelte politiche radicali (difficili al momento) potranno

Non ci resta che navigare a vista e cercare di tenere unita la Comunità Nazionale, quel popolo che prima o poi, si ritroverà obbligato ad una reazione, che tale non è stata fino ad esso, in mancanza ancora di deficit sui beni primari.

Ma purtroppo, statene certi, ci arriveremo.

Si tratta solo di vedere…come.

R.B.

Annunci

Un pensiero su “MODERNITA’, CONSUMI E CRISI OCCUPAZIONALE

  1. Situazione attuale analizzata con esaustività e chiarezza. La spinta morale ed emoiva in una rivalutazione di politiche sociali e nazionali siano il viatico per ritrovare l’opportuno equilibrio economico e politico affinchè l’effettivo benessere delle popolazioni sia perseguito. Sono necessarie una nuova mentalità fondata sulla sobrietà e solo uno stato etico, indipendente e sovrano può compiere questo processo di cambiamento. Sarebbe, inoltre, da chiudere o almeno limitare la tendenza influente nelle società a quelle logiche dettate dalle lobby internazionali le quali determinano i bisogni consumistici, propagandati a dovere dai media con relativa deculturazione degli strati sociali. Viviamo, a fronte di quanto affermato, in una sinergia mercatista dove lo Stato, lobbysmo, cultura, propaganda mediatica e incultura hanno creato la realtà odierna. Quando avverrà la fine? Nel momento in cui la forbice tra ricchi e poveri sarà ancor di più allargata ovvero quando ci sarà la scomparsa totale del ceto medio. Una linea retta di pensiero e di azione ci deve supportare almeno per saper leggere con obiettività la situazione attuale socio-economica e politica e diffondere per chi conosce i meccanismi dello stato attuale della società, la verità che si nasconde dietro un’amara realtà costretta da tutti a vivere affinchè una presa di coscienza sia presente sempre di più; lavorare, inoltre, sinergicamente in queste nostre comunità virtuali, non più tali a mio parere ma sempre più allargate e preparate, pronte a cogliere al momento opportuno il collasso del sistema. Avanti così, nel sacrificio e l’abnegazione di pensiero e di cultura con le quali siamo chiamati a dare un senso nuovo al nostro vivere quotidiano!!!!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...