LA RIVOLUZIONE ENERGETICA

Cambia drasticamente la rivoluzione energetica proveniente dalle fonti rinnovabili. Il governo ha deciso di “stuprare” letteralmente l’approvvigionamento energetico autonomo della nostra nazione. Nel decreto milleproroghe è stata tagliata la possibilità di convertire le superfici dei terreni agricoli in impianti solari o fotovoltaici oltre il 10% della realizzazione d’opera, vale a dire che su un terreno di 2,5 ettari è possibile realizzare un impianto di 50 KiloWatt. Non solo, perchè la potenza nominale, ovvero la forza atta a recepire il sole e produrre energia, non dovrà essere superiore a 1 MegaWatt. Questo per quanto riguarda la trasformazione del settore agricolo in risorsa energetica.

Considerando, quindi, che il GSE, ossia il gestore del conto energia europeo, stanzia a periodi dei fondi per la realizzazione di una certa percentuale prestabilita e da rispettare per la nostra nazione.  Il che significa, all’atto pratico, che il nuovo decreto ci mette in seri guai con le direttive comunitarie europee e quindi ci rende vulnerabili per le concrete sanzioni pecuniarie previste per chi non rispetta le normative imposte. Come si capisce, sono soldi che escono dalle nostre tasche e che quindi vanno in “beneficenza” all’Unione Europea, per una storpiatura voluta dal governo. Ma non è finita qui. Chi decide di installare un impianto solare-fotovoltaico, contribuisce alla riqualificazione dell’approvvigionamento energetico nazionale, quindi apportando una possibilità in più al distacco dall’attuale cordone ombelicale con Francia e Russia, acquistiamo energia elettrica, prodotta anche da centrali nucleari, nonché Libia, per quanto riguarda il gas e diminuendo l’utilizzo del dannato petrolio. Questo fa sicché si realizzi il nuovo sistema autonomo di produzione energetica nazionale. Sul piede di guerra associazioni di categoria e diretti interessati, aziende e operatori del settore. Il danno è gravissimo. Oltretutto gli interessati a far installare un impianto sul proprio tetto casalingo o industriale, non potranno usufruire del rientro che il risparmio sulla propria bolletta elettrica porta il cambiamento al solare-fotovoltaico oltre la soglia del 30% sulla produzione energetica che viene utilizzata e allo stesso tempo venduta ai gestori elettrici. Le gravità della decisione governativa si ripercuotono non solo sul lato commerciale, che chiaramente è la porta principale agli investitori e finanziatori, ma sopratutto sulla reale possibilità che l’intero settore offre in termini di posti di lavoro.

Sappiamo tutti quanto sia emergenziale l’argomento in questi tempi di crisi che si affetta con un coltello. Se pensiamo che la Germania è praticamente un suolo sfruttato all’80% dalle rinnovabili e il vantaggio che ne trae è in termini di posti di lavoro e protezione ambientale, possiamo renderci conto di quanto male ci stiamo facendo. Tutto per i soliti maleodoranti interessi capitalistici e di protezione delle lobby massoniche internazionali che sono ancorate alla puzza del petrolio e dei denari che esso mette in moto con il suo volume d’affari e alla compravendita dell’energia elettrica e gas per favorire accordi sottobanco poco chiari di relazioni internazionali. Quindi possiamo capire che il momento è nero. Almeno fino a giugno prossimo, quando il governo si rimetterà seduto ad un tavolo per decidere le sorti delle rinnovabili che potrebbero essere ancor più gravi di queste partorite dalle “eccelse” menti affaristiche che compongono l’esecutivo politico nazionale.

A questo punto vige l’obbligo di mettere in campo tutte le possibili soluzioni per difendere il futuro energetico autonomo e importante ai fini della risalita, nel caso qualcuno se ne fosse dimenticato, del nostro debito pubblico. Già, perchè solarizzare la penisola significherebbe renderà autonomo l’intera rete elettrica nazionale a vantaggio dei dannosissimi accordi internazionali che non fanno altro che togliere soldi dalle nostre casse pubbliche, senza ricevere nessun beneficio in cambio.

A cura di ENERGIA CONTINENTALE

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2 pensieri su “LA RIVOLUZIONE ENERGETICA

  1. Argomento di stretta attualità, quello trattato in questo articolo. Soprattutto alla luce di due avvenimenti:

    1) In sostanza la fine degli incentivi per il fotovoltaico;
    2) La crisi libica.

    Sul primo argomento, c’è poco da aggiungere a quanto scritto. Posso solo aggiungere che, con il decreto milleproroghe, oltre a danneggiare chi sperava nel fotovoltaico, si danneggia chi opera, anche da poco, in quel settore e aveva investito tempo, fatica e ( soprattutto ) denaro.

    Sul secondo argomento, che si riallaccia al primo, notiamo come possa essere dannoso il dipendere dai derivati del petrolio, ma, principal modo, l’avere rapporti commerciali di questo tipo con aree instabili.
    Certo, dalla Libia non importeremo tutto il nostro fabisogno energetico, ma se una parte, anche piccola, fosse stata prodotta in Italia, senza l’intervento esterno di nessuno, non sarebbe stato meglio? Non sarebbe stata una ciambella di salvataggio in caso di crisi come quella che si sta verificando in Libia? L’aver tolto i fondi per le rinnovabili, non è controproducente e contro quel minimo di sovranità nazionale?

    Lo scopo, quindi, quale può essere? I soliti intrallazzi all’italiana ( che affossano sempre più la nostra nazione ) o altro?

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  2. Un altro sproloquio di fattura antinazionale da parte della nostra classe politica i quali sarebbe da definirli non “politici” termine troppo onorifico per questi insulsi trasudanti d’ingordigia materialista ma manogoldi e servi del potere lobbystico usuraio che come sempre operano contro gli interessi del popolo e sottostando ad occordi internazionali di oscura fattura….Vergogna!!!!!……In alto i cuori

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