IL CORPORATIVISMO COME PROCESSO PARTECIPATIVO

Nel continuare il nostro approfondimento su un possibile progetto corporativo, è nostra intenzione esporvi alcune considerazioni in merito per suscitare la riflessione su concetti molto noti e che la speculazione dialettica di media e giornali in genere opera fuorviando l’opinione pubblica. Il Corporativismo può essere considerata l’unica corrente di pensiero che, nel panorama dell’umanità presuppone, alla base della sua applicazione la persona, il cardine principale dove ruotano tutte le direttive di quest’idea, il soggetto fondante che nel momento associativo e partecipativo raggiunge la massima espressione. Sotto questa chiave di lettura le persone esprimendo massimamente le proprie capacità in ciascun ruolo, nella comune natura e dignità, senza alcuna differenziazione tra uomini, riescono a superare, nel corporativismo, la contrapposizione di classe.

Entrando nelle considerazioni degli aspetti economici di tale dottrina possiamo sottolineare che la politica economica corporativa ha come scopo la produzione ottimale, attraverso la combinazione dei fattori, evitando gli sprechi di energie e risorse, aumentando la ricchezza disponibile al fine di ripartire il tutto nei consumi e negli investimenti. Sempre considerando il fine, la persona e il suo benessere, il corporativismo economico perseguendo la produttività non deve recar danno ai lavoratori in seno a una attività economica. L’idea corporativa in senso economico, perseguendo la sua logica dell’ottimo, oltre auspicando sempre e comunque il miglioramento scientifico e tecnico, presuppone l’elevazione professionale dei lavoratori, i quali resi coscienti del proprio ruolo e consapevoli dell’utilità che esprimono, vengono liberati, in tal senso, da quelle sudditanze alienanti, attraverso la partecipazione responsabile nel processo produttivo.

Nella concezione corporativa, dunque, tutti i soggetti, nei propri ruoli, diventano protagonisti e destinatari dell’idea stessa, in quanto nella partecipazione associativa si trae il massimo da ciascuno. A questo punto analizziamo i soggetti che compongono l’idea corporativa:

  • Ci sono, come abbiamo già affermato, in quanto elemento fondante dell’idea “nazione”, gli individui i quali, specificatamente nelle loro capacita morali e spirituali esprimono un ruolo nell’ambito della società, contribuendo, nell’espressione delle loro doti, alla determinazione di un momento storico.
  • Gli individui formano la famiglia, il primo soggetto associativo, cellula fondante, in primo luogo, del processo spirituale ed educativo e successivamente dello sviluppo economico-sociale della società-nazione. La famiglia, in tale contesto, se è tutelata, è funzionale nell’espressione del patrimonio valoriale e spirituale della società e della nazione nel suo insieme. Possiamo a questo punto considerare, considerando l’idea corporativa da un punto di vista economico, la famiglia come un gruppo che decide i consumi e i risparmi, in sostanza determina le fasi dell’attività economica.
  • Nello stadio successivo dell’esplicazione dell’idea corporativa, possiamo considerare, a giusto diritto l’impresa, comunità di produzione e distribuzione di beni e servizi, creatrice della cosiddetta “utilità sociale”. In questo senso l’impresa diventa la base della programmazione economica, nella quale non è un mondo isolato in competizione e contrasto fra le imprese stesse e gli altri soggetti dell’economia. In questo senso le imprese appartengono a dei settori merceologici ben individuati ed agiscono collegate con imprese di altri settori. Edulcorando l’idea d’impresa e i lavoratori stessi dai concetti di tipo marxiano-classita e considerandoli sotto la luce corporativa, l’impresa viene inquadrata nella sua naturale categoria produttiva e i lavoratori inseriti nel proprio contesto professionale. Sotto l’applicazione di questa logica il lavoratore nell’impresa, elemento attivo e partecipativo, professionalmente all’avanguardia, senza l’idea della contrapposizione di classe diventa un’artefice della politica economica corporativa.
  • Secondo un quadro logico corporativo, altri soggetti, come gli enti locali, quali Regioni, Province e Comuni, possono, nell’ambito territoriale di competenza, essere di stimolo propulsore di quanto precedentemente esposto, con il contributo, in senso spirituale ed educativo, degli enti sociali, le istituzioni pubbliche, scolastiche, religiose e sportive.
  • Il soggetto principale dell’ideologia corporativa che ingloba e armonizza tutte le attività è lo Stato. A fronte di tutto quanto affermato tutti i corpi sociali sono gli autori della programmazione, perché tutti operano partecipativamente diventando nel contempo oggetto della stessa e certamente i destinatari. Nell’opera di armonizzazione, lo Stato, in quanto soggetto principe ed etico realizza un’autentico senso di libertà, non un imposizione di un ente burocratico estraneo a cui la collettività deve sottostare, ma autocoscienza e partecipazione di ciascuno nel perseguimento reale del bene comune.

Auspicando nella riflessione di tutti lascio quanto espresso al libero dibattito nella consapevolezza di colmare quelle eventuali lacune che possono sorgere nell’approfondimento culturale.

Wids72

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