MULTICULTURALISMO GAME OVER

Lo scorso 8 febbraio chi vi scrive, ha sostenuto, da efficiente studente universitario che non vuol rimanere indietro con il proprio ruolino di marcia,  l’ultimo esame riguardante quella particolare tipo di materia che è il Diritto Pubblico Comparato. Il corso in questione è affiscinante, interessante e piacevole se si ha voglia di stare a sentire il professore ma soprattutto di studiare in maniera fattiva ciò che ti dicono a lezione e successivamente sui libri. Stando ad ascoltare il docente preposto all’insegnamento sono venuto a conoscenza di alcune implicazioni molto interessanti ed inquietanti di quello che in dottrina viene definito il principio multiculturale. Spiegato in sintesi per non stare qui ad esplicare concetti troppo complicati, il multiculturalismo dovrebbe qualificare un nuovo tipo di approccio da parte dello Stato verso quelle che sono le minoranze presenti all’ interno di esso impegnandosi a trattarle tutte in maniera eguale con pari dignità. Fin qui niente di strano.

Tuttavia, molti autorevoli giuristi nonchè molti stati Europei ed Extraeuropei sono partiti da questo punto fino ad arrivare a stravolgere quelli che sono i principi e gli elementi propri dello stato costituzionale di diritto. Dico questo perchè a partire dal fattore multiculturale sopra elencato si è passati ad utilizzare tutta una serie di strumenti giuridici a tutela delle minoranze. Il primo strumento da prendere in considerazione sono i così detti diritti derogatori. Tali diritti, detti anche clausole, consentono ad un determinato ordinamento giuridico statale di porre in essere un eccezione con riguardo ad un determinato comportamento avendo come punto di riferimento uno specifico gruppo di persone che si contraddistinguono dal resto della maggioranza. Evidentissima la lesione dell’ elementare principio per cui la legge è uguale per tutti. Per essere più precisi possiamo fare l’ esempio della Colombia dove gli indigeni possono non ottemperare al servizio militare a patto che dimostrino di aderire alla loro comunità rispettando i suoi usi e costumi . Esempi ne potremmo fare a decine.

Altro punto a mio modo di vedere drammatico è il diritto concesso ai gruppi minoritari di accedere a quelli che sono i vari organi decisionali principali dello stato attraverso un vera e propria violazione dei principi giuridici più elementari tramite la riserva di seggi ad esponenti delle minoranze in Parlamento oppure il ritaglio delle circoscrizioni per facilitarne le elezioni.

Qui, per fortuna, diversi esponenti del diritto costituzionale si sono levate per protestare contro la prassi che ho descritto sopra. Ciononostante, le molteplici aggressioni del principio di ugualianza , del principio per cui un soggetto esprime un solo voto continuano e da diversi anni riguardano anche il nostro paese. L’ area in oggetto è quella del Trentino Alto Adige dove il Consiglio Regionale Locale è permeato da tutti i meccanismi del multiculturalismo. Anche qui vari esempi possono essere fatti. Anzitutto, con riguardo all’ approvazione del bilancio regionale, non possiamo non ricordare come è possibile da partedei vari esponenti presenti in consiglio di approvare il bilancio in base all’appartenenza ai singoli gruppi etnici presenti in regione. Così come non possiamo non ricordare come almeno un consigliere deve per forza di cosa appartenere alla comunità di lingua ladina.

Dopo aver espresso tali concetti, posso dire ancor più convinto che la nostra non è una democrazia come noi la intendiamo normalmente ma solo un organismo meticcio, un maquillage che ci spacciano per democrazia.

Una democrazia malata.

M.S.

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