LA POLITICA DEGLI STRACCI

Vi ricordate quali sorprese ci riservò alla vigilia della pausa estiva il mondo politico nostrano, sorprese che furono poste all’attenzione dei media e dei malcapitati cittadini di quest’epoca? Come tutti paventavano da mesi ma soprattutto come ci si aspettava dai numerosi precedenti infuocati ampiamente rilevati dagli addetti ai lavori, lo strappo di Gianfranco Fini o meglio la sua uscita con i suoi seguaci dal PDL è avvenuta costituendo una nuova formazione politica di stampo progressista come hanno voluto definirla il suo fondatore e i suoi componenti “FUTURO E LIBERTA’”, causando conseguentemente l’instabilità del governo di centro-destra, compromettendo la tenuta dello stesso nel prosieguo dell’attività, ma soprattutto ingenerando l’inevitabile incertezza e confusione in tutto il paese gravato già da una pesante e persistente recessione economica.

Non staremo certo qui ad argomentare sulla persona di Gianfranco Fini ampiamente “decantata” dai mass media in tutte le sue fattezze e nei suoi innegabili voltafaccia (degna di menzione e di lettura è l’intervista che lo stesso Fini rilasciò nel 1900 a Italo Bocchino, allora militante del Fuan, dove una delle frasi “epiche” fu: “Dall’altra parte è anche preoccupante che all’interno del Msi vi siano delle tendenze di sostanziale storicizzazione, di archiviazione dell’esperienza fascista. Il Fascismo costituisce la radice del Msi e se qualcuno oggi chiede al Msi una sostanziale abiura nei confronti del Fascismo per ottenere una sorta di passaporto per l’inserimento nella politica nazionale, questo qualcuno è destinato ad avere una solenne smentita. Una abiura del Fascismo non è politicamente utile né moralmente accettabile, soprattutto in un momento in cui la Storia dimostra che per capire questo XX secolo è necessario capire appieno il Fascismo e un po’tutti dobbiamo fare i conti con quella eredità. Fra queste esperienze ancora oggi certamente valide vi è in termini sociali quella intuizione propria del pensiero mussoliniano di una organizzazione dei rapporti di produzione ed economici che sottraggano il Lavoro al duplice ricatto del capitale e della lotta di classe. L’ipotesi di una terza via caratterizzata dall’incontro fra Lavoro e Nazione rimane oggi l’unica alternativa al capitalismo…”)

Non giudichiamo le persone e le proprie scelte e ci asteniamo da ulteriori considerazioni in merito in quanto i camaleonti nel nostro pensiero non accendono ulteriormente le nostre passioni. Ci sia permesso di guardare oltre e di effettuare semmai considerazioni sulla situazione politica-economica generale del nostro Paese cercando obiettivamente di rilevare ciò che avviene in Italia e su cosa si fonda un certo malessere che investe la nostra patria.

Le diatribe da prima Repubblica e le logiche trasformiste in questo paese sono dure a morire divenendo infauste e mal digerite nei confronti di una cittadinanza esausta e inviperita per il costante cattivo esempio che le generazioni politiche hanno mostrato per decenni. Si è costretti ad assistere in questo periodo inesorabilmente alle contumelie nauseanti riguardanti la creazione di alleanze di facciata, a pacificazioni di comodo opportunistiche per il mantenimento di una traballante stabilità di governo o agli slogan elettoralistici di chi auspica elezioni anticipate, come dimostrato dalla Lega pubblicamente nelle sue manifestazioni di piazza. Si annuncia, come è nel costume ormai del teatrino politico italiano, a un Autunno caldo, ma soprattutto amaro che sarà caratterizzato da nuovi contrasti, lotte di potere ma in particolar modo vedremo come si consoliderà  nell’assetto politico la formazione politica finiana.

Niente di nuovo sotto il sole viene da dire spontaneamente, da parte del cittadino, il cosiddetto “uomo qualunque” costretto nella sua normalità di una fascia media che subisce le vessazioni di una politica cieca e insensibile al suo valore e alla centralità dell’attività di governo che dovrebbe rappresentare. L’antipolitica, il male comune che oramai imperversa nel nostro Paese cresce smisuratamente; un avversione che si ampia sempre più fra il cittadino e la “casta” politica, ma che alla stessa fa certamente comodo, in quanto più il cittadino è stanco e sempre più, conseguentemente, ignaro delle diatribe disonorevoli e  immorali dal punto di vista politico e non dei rappresentanti politici, questi ultimi favorendo un sistema di potere lobbistico internazionalista capitalistico ne beneficiano impudentemente. Sorge comunque immediata un’immagine che si conface alla politica di questa melmosa Estate, il proverbiale campo di Agramante di aristotesca memoria, dove vige la regola della discordia confusionaria e suicida mentre il nemico è alle porte che nella fattispecie nostrana sono i drammi di un Paese allo sbando politicamente, socialmente ed economicamente. Viviamo un sistema politico al veleno in cui gli scontri sono votati alla polverizzazione dell’avversario con ogni mezzo causando la cosiddetta “terra bruciata per tutti” perché il perseguire becero ed egoistico del potere assoluto non fa sconti e non fa soprattutto prigionieri. Conseguentemente disoccupazione, crisi economica, la sopravvivenza delle famiglie, Scuola, le problematiche annose e gravose della Sanità, le riforme strutturali del paese, le pensioni e tutti i settori vitali e sociali vengono trascurati dai politici in quanto protesi e intenti a gettarsi fango reciprocamente e a compiere malefatte di ogni fattezza allontanandosi dai problemi concreti dello Stato e dalle loro opportune soluzioni.

Questo non è altro che la crisi di un sistema democratico assembleare tanto decantato astrattamente nei suoi valori, ma che di vacuità mostra tutte le sue forme per il degrado morale e valoriale in cui la società si è ridotta in quest’epoca moderna. Gruppi di potere lobbystico bancario e finanziario, facendo capo a una democraticità fittizia, sono i detentori di  tutte le leve finanziario-capitalistiche che in aggiunta a una propaganda falsa e indottrinante investe mass media e il mondo della formazione scolastica generando ciò che viviamo attualmente. L’Italia con i suoi rappresentati politici in particolar modo ha mostrato il suo più completo asservimento al moloch mondialista statunitense più di tutti gli altri stati occidentali e paga in termini di contrasti interni e squilibri la cattiva conduzione gestionale del potere.

Questa dipendenza a 360° con il mondo capitalistico-finanziario-bancario determina il soqquadro delle istituzioni, di un’economia che si muove sotto i dettemi di un’Europa governata dai gruppi industriali e bancari con conseguenti squilibri e confusione creati ad hoc che ricadono su un tessuto sociale ridotto ormai alla soglia della semi-schiavitù. Ci avviciniamo alla ricorrenza dell’unità d’italia, un evento che è accompagnato, purtroppo, da polemiche, insulti e regolamenti di conti. Dovrebbe essere questo il motivo di una svolta, un incentivo a una riflessione sana e lungimirante. Utopisticamente almeno per ora da questa società profondamente disgregata si auspica, dopo un attenta e provata scrematura ideologica, culturale e morale, la nascita di un èlite di pensiero, capace di prendere le redini del sistema politico-economico che sia responsabilmente fondata su un sistema valoriale e che sia rappresentante di una vera unità nazionale in tutte le sue componenti.

Diciamo basta a quei beceri personaggi, spalleggiati dalle segreterie di partito, che da sempre hanno caratterizzato lo scenario politico italiano il cui operato ambiguo ha favorito l’interesse della lobby di turno a scapito del popolo. Dobbiamo opporci a quelle logiche politiche di una democrazia stantia dove il ricatto per l’approvazione di una legge è la costante normale paragonando l’agorà istituzionale a un “mercato delle vacche”. Recuperiamo una dignità, un’indipendenza dai poteri usocratici che stanno schiacciando sempre più la sovranità popolare. Noi lavoriamo, nel nostro piccolo, dentro questa battaglia odierna per l’affermazione di valori e di idee messe all’angolo da un sistema che intende solo inebetire l’unico soggetto, secondo noi, il protagonista della politica: la persona e il suo valore morale e spirituale. Mostrando l’attualità nella sua obiettività non significa essere disfattisti, ma consapevoli di un sistema politico che sta mostrando tutte le sue distorsioni che ricadono nella disgregazione stessa della società. Il nostro è un appello che fa riferimento al desiderio costante e incessante di una rinascita del senso nazionale della nostra amata Italia….

IN ALTO I CUORI

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